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Come eliminare l’umidità in casa

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Muri da cui inizia a staccarsi l’intonaco; segni di muffa che appaiono sul soffitto; legno dei mobili che comincia a marcire. Sono soltanto alcuni dei sintomi della comparsa di uno dei nemici peggiori e più insidiosi per la nostra casa, ovvero l’umidità, che in genere è causata da una scarsa coibentazione, ovvero dal mancato isolamento dell’abitazione dagli agenti esterni e dai fenomeni atmosferici, che in questo periodo (complice l’accensione del riscaldamento, che limita l’aerazione degli ambienti) può diventare particolarmente pericolosa.

I rischi dell’umidità in casa

Non bisogna infatti pensare al solo aspetto “estetico” e alle difficoltà che l’umidità crea alla struttura della nostra casa (e magari anche alla condensa che si forma quando mettiamo i panni del bucato ad asciugare in una stanza), perché ci sono fattori di salute da non trascurare affatto, che interessano in modo particolare i nostri bambini. Secondo la Società italiana di igiene, che ha stilato di recente un documento per promuovere i giusti comportamenti per migliorare la vivibilità nelle aree urbane, un livello troppo alto di umidità genera un rischio maggiore di sviluppare malattie respiratorie e allergiche, come quelle che derivano da acari e muffe.

Come contrastare l’umidità

Per contrastare immediatamente questo problema e cercare di creare un ambiente salubre, gli esperti offrono anche una serie di consigli molto pratici: innanzitutto, è bene sapere che il valore ritenuto ideale per l’umidità relativa all’interno di un’abitazione è pari al 60 per cento, e per abbassare la quota ci sono alcune azioni da mettere in atto. Il primo consiglio contro umidità e per levare la muffa è di aereare le stanze almeno mezz’ora al giorno, perché far entrare aria fresca in una casa migliora la salute respiratoria di tutti gli abitanti, ma bisogna anche prestare attenzione ad aprire le finestre dopo aver fatto la doccia e ad accendere la cappa mentre si cucina.


Un alleato nella battaglia

Se per controllare il valore dell’umidità relativa che si stabilisce in casa possiamo usare un semplice igrometro, molto più ostico è il caso di un immobile umido per sua natura; una condizione critica che ben conoscono le lettrici che abitano in zone piovose, o che sono incappate in qualche problema con le condutture. Situazioni del genere necessitano di un alleato “professionale” e specifico, come il deumidificatore, non a caso consigliato anche da medici ed esperti.

Le caratteristiche dei deumidificatori

A questo punto, c’è da fare i conti con la quantità di prodotti presenti sul mercato e ovviamente sul budget a disposizione per comprare il miglior deumidificatore in base alle proprie esigenze e possibilità, ma per fortuna il Web arriva in nostro sostegno sia sul fronte dello shopping online che su quello delle informazioni. Ad esempio, sulla piattaforma specializzata Giffi Market è possibile acquistare differenti modelli di deumidificatori professionali a prezzi convenienti, mentre è la storica rivista AltroConsumo ad aiutarci a capire quali sono le caratteristiche principali da valutare.

Come scegliere un deumidificatore

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Come si legge in un recente numero della rivista, i deumidificatori sono pensati proprio per eliminare l’umidità in eccesso all’interno delle stanze dell’abitazione, condensandola in acqua che si raccoglie in un apposito contenitore. Un vantaggio evidente rispetto ai climatizzatori è quello del costo, che sono più contenuti e partono addirittura da cifre vicine ai 20 euro per i modelli più piccoli. In generale, i deumidificatori si distinguono in due tipologie, essiccativi (o passivi) e meccanico-refrigerativi: i primi sono più semplici e meno performanti, adatti a locali piccoli ma molto rumorosi (pertanto poco consigliati per le stanze di soggiorno); gli altri invece sono più complessi e, di conseguenza, più cari, e si rivelano adatti soprattutto a chi vive in zone dalle temperature molto alte.

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