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Quando e come svezzare il proprio bambino

 

Dal latte materno al primo omogeneizzato: ecco tutte le tappe dello svezzamento

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Lo svezzamento è la fase più importante della vita alimentare di un bambino, giacchè lo avvicina di più al mondo adulto!

Data la sua importanza è necessario che lo stesso avvenga gradualmente, e al tempo giusto, corrispondente, quest’ultimo, al 5° o al 6° mese e generalmente non prima della conclusione del quinto anno di vita.

E’ necessario aspettare questo tempo perchè somministrare alimenti diversi dal latte materno o quello artificiale, ad un bambino di età inferiore ai 5 mesi di vita può essere molto pericoloso per due semplici motivi. Il primo consiste nel rischio di sovrappeso o addirittura obesità, causata appunto da un surplus calorico, mentre, il secondo si traduce nello sviluppo di intolleranze ed allergie; giacchè come specificato in un articolo precedente, il latte materno oltre a creare difese immunitarie protegge da specifiche allergie o intolleranze alimentari quali la celiachia.

Appurata l’importanza di non affrettare i tempi dello svezzamento, vediamo i criteri con cui dovrebbe avvenire.

  1. Inserimento graduale di nuovi alimenti nella dieta giornaliera del bambino sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.  Ecco uno schema tipo:
  • quinto mese: minestrina senza aggiunta di sale fatta di brodo vegetale, crema di riso, olio extravergine di oliva e mezzo cucchiaino di parmigiano+ frutta fresca come mela o pera
  • sesto mese: si sostituisce la crema di riso con la pastina o il semolino
  • dal settimo mese al nono: la poppata notturna sarà sostituita con la somministrazione di pesce magro ( merluzzo, sogliola)  o carne magra.  Si potranno dare anche il formaggino fresco e il prosciutto sia crudo che cotto.
  • dal decimo: si può integrare l’uovo, nella misura di due cucchiaini di tuorlo. Se non compare nessuna intolleranza allo stesso, allora lo si può proporre due volte alla settimana e come sostitutivo della carne, nella misura di un tuorlo intero.
  • dopo il primo anno: con il consenso del bambino si può iniziare a dare un pasto completo sia a pranzo che a cena comprendente di primo, secondo e contorno.

La volontà del bambino è un altro criterio fondamentale, anche da punto di vista gustativo! Rispettare i gusti del bambino è fondamentale affinchè non sviluppi un’avversione totale al cibo, rischiando qualche carenza. In fondo, esistono tante qualità di cibo e se qualcuna di essa non rientra nei gusti del proprio bambino se ne cercherà un’altra capace di fornire gli stessi principi nutritivi.

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Questa sostituzione deve essere fatta da un medico specializzato, quale è il pediatra! Come del resto, il consenso e l’intero piano alimentare dello svezzamento.  Con quest’ultima affermazione di vuole ricordare che le notizie riportate hanno solo valenza informativa e non elusiva del parere medico.

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