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Tutti i modi diversi per fare il caffè

Non solo la moka. Ecco tutti i modi da provare per fare il caffè e gustare la bevanda più amata dagli italiani.

french press caffe

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Pausa caffè, la pausa più attesa degli italiani. Italiani che ignorano le proprietà e le contrindicazioni, ma che non vogliono rinunciare alla tanto amata tazzina.

E’ un abitudine che fa parte della nostra cultura italica: noi italiani siamo i più patiti dell’espresso, ma il caffè si può preparare in un sacco di modi e maniere. Al di là dei gusti di ognuno, il semplice caffè si prepara sempre basandosi sul metodo dell’estrazione con acqua calda del caffè macinato (al momento mediante macinacaffè, se si tratta di caffè in grani, oppure aprendo semplicemente un pacchetto, se si tratta di caffè già macinato e lavorato).

 

La prima maniera è quella mediante infusione, detta anche alla francese. I primi a usare il metodo a infusione furono i francesi, quindi questa maniera di fare il caffè è detta pure alla francese. Il procedimento è facilissimo: si fa bollire l’acqua, poi, si versa in un recipiente pulito dove si è messo già il quantitativo di caffè desiderato ( di solito 10 gr per tazza), poi si mescola il tutto. Si lascia in infusione e poi si filtra, con un colino a maglia molto fitta. L’evoluzione di questo metodo ha dato via alla caffettiera alla francese, detta pure tisaniera, pressa o French Press. E’ un filtro a stantuffo che rende semplice il tutto, in quanto si versa dell‘acqua bollente direttamente nel bicchiere, si aggiunge il caffè macinato e si lascia macerare per 5 minuti, dopodiché si inserisce il filtro e lo si spinge dolcemente verso il basso. In questo modo la polvere si comprime sul fondo, viene separata la parte liquida da quella solida e si può gustare la bevanda.

 

Il più antico modo di fare il caffè: bollito. Oggi è sfruttato maggiormente nelle zone nordiche, in Norvegia e nei Paesi Scandinavi. In un recipiente si fa bollire dell’acqua e del caffè per 10 minuti, il caffè deve essere macinato in maniera grossolana e tostato chiaro. La dose è 10 g per ogni 150-190 ml di acqua. Quando bolle, si toglie da fuoco e si versa il tutto nelle tazze, senza filtrare. Si lascia riposare in modo che la polvere si depositi sul fondo e si beve.

 

Un modo di preparare il caffè che si sta diffondendo è quello all’americana. E’ usato negli USA,  ovviamente, e nel Nord Europa. Si fa con una macchina particolare, costituita da 2 parti, una viene versata sul caffè macinato in un filtro di carta, collocato nella parte superiore. Il liquido, spinto alla forza di gravità, passa attraverso il filtro e finisce in un contenitore: non contiene particelle, ma l’aroma è scarso perché resta sulla carta, ma avrà più caffeina, dal 97 al 100%. Gli Americani tendono a mettere 56 gr di tazza ogni 150-190 ml, mentre in Europa si usano 10 gr per stessa dose di acqua.

 

Il caffè alla turca è molto famoso, ma poco apprezzato qui nel Belpaese. In realtà, i metodi classificati come caffè alla turca, ma quello più conosciuto è quello con l’ibrik, un contenitore metallico di ottone o di rame zincato, dotato di manico e stretto all’imboccatura. Si mette zucchero e acqua nell’ibrik, circa 100 ml per tazza, si mette tutto sul fuoco basso, e si lascia bollire. Poi, si toglie dal fuoco, si aggiunge il caffè macinato fine, si mescola e si rimette a bollire finché schiuma. Alche, si toglie dal fuoco, si mescola e si attende che la schiuma passi. Il procedimento deve essere fatto almeno due volte. Si ottiene un caffè molto corposo e carico. Si serve in tazze piccole o nei bicchierini, e si può attendere che il caffè si depositi sul fondo, oppure bere subito.

 

Ma veniamo alla tradizione italica. Il primo è il caffè alla napoletana, chiamato così per il fatto che si adoperi la caffettiera composta da due cilindri divisi da un filtro a cestello, dove si mette il caffè macinato. Si inizia proprio riempiendo il cestello col caffè e mettendo l’acqua nella parte inferiore, poi si avvita la parte superiore e si mete sul fuoco a testa in giù (quella col beccuccio). Quando l’acqua bolle si toglie dal fuoco e si capovolge. Si ottiene un caffè molto delicato e gradevole.

 

Quello con la moka è più semplice da fare: si mette l’acqua nella parte inferiore, fino alla valvola, poi si mette il filtro e si riempie di caffè. Si avvitano tutte le parti e si mette sul fuoco: l’acqua passerà attraverso il caffè grazie alla pressione esercitata dal vapore, che porterà il liquido nella parte superiore (si sentirà il classico borbottio). Il consiglio è quello di abbassare la fiamma appena inizia a salire, oltre che non riempire troppo il filtro con il caffè.

 

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E infine, l’espresso: si usa la macchina apposita, che è in grado di estrarre la bevanda in un tempo molto breve, quindi non estrae la caffeina come la moka, pur essendo un caffè molto gustoso e aromatico grazie alal crema, che funge da trappola per gli aromi.

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